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BY GIANNI RIOTTA

Il nostro programma, fondato nel 1983, offre l’accesso agli esami professionali dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti come praticanti e, con un biennio di studi, ricerche e lavoro di redazione, assicura un Master universitario di primo livello. Il nostro Master è un programma innovativo, con eccellenza internazionale, per preparare giornalisti e professionisti dell’informazione capaci di operare nei media classici, giornali, radio, televisioni e di agire da protagonisti nell’affascinante era digitale dei new media, web, podcast, giornalismo data driven. Il nostro programma consente di acquisire i più recenti strumenti di ricerca, elaborazione e comunicazione dati e informazioni (Data journalism, machine learning, Intelligenza artificiale, visualizzazione), funzionali allo svolgimento di ogni attività professionale.

Il giornalismo è stata la mia vita intera, sono entrato per la prima volta da bambino, di notte, nella redazione dove lavorava mio padre Salvatore, e i tipografi mi portavano a inerpicarmi sulla colossale rotativa König&Bauer, che con il suo rombo stampava migliaia di copie del quotidiano cittadino, odorose di inchiostro. Ho impaginato, ancora ragazzo, prime pagine con il vecchio piombo, per poi usare modem, telecamere, siti sperimentali e organizzare narrative social attraverso la raccolta e l’analisi dei dati, fino a vedere l’Intelligenza Artificiale GPT-3 comporre testi senza ausilio umano, grazie ad algoritmi e reti di computer neurali.

Raccontando la pace e la guerra, la vita quotidiana di un contadino o un’operaia in una remota metropoli, le politiche e i negoziati dei leader, i trionfi dello sport, la cultura, lo spettacolo, come le traGedie della povertà, dell’oppressione, della corruzione, il libero giornalismo di qualità resta lo strumento migliore di conoscenza e difesa di società libere e democratiche, e lo spauracchio di regimi, totalitarismi, criminalità organizzata.

Il nostro mestiere attraversa una tumultuosa rivoluzione epocale, che ha cambiato l’offerta e la domanda di informazione, aprendo spazi non immaginabili pochi anni or sono, ma ponendo sfide cruciali a ciascuno di noi. Le istituzioni, le aziende, le nostre comunità e tutti i cittadini devono poter organizzare in un ragionamento razionale la sterminata massa di dati e notizie che ci circonda, pena l’avvento di disinformazione e propaganda di massa.

Qualcuno predica che il cronista sia una figura del secolo passato e il giornalismo una nobile, ma datata, arte. Si sbaglia. È Hal Varian, capo economista di Google, a sostenere il contrario: “Non conosco content provider migliori dei giornalisti”. Hal ha ragione, chi completerà i nostri corsi avrà capacità di scrittura, reportage, documentari, racconto radio e tv, analisi e commento degni dei maestri del passato, imparando a muoversi con disinvoltura in ogni genere, dalla cronaca al commento editoriale. Ma a questo background classico, il nuovo Master Luiss intreccia le sperimentazioni digitali, il videomaking, il data driven, i podcast, gli storyboard tv, l’informazione istituzionale e la comunicazione sociale, il diritto, l’economia, la statistica, la sociologia, la deontologia.

Formiamo i neo professionisti ai valori e all’etica dell’equanimità, della correttezza, della tolleranza, sempre capaci in ogni luogo del pianeta di trovare e raccontare storie, mentre collegati al loro cellulare confrontano l’esperienza della piazza in cui si trovano alla sterminata massa dei dati che la corrobora o confuta. Nei giorni duri della pandemia, primavera 2020, i nostri praticanti non hanno mai lasciato le loro classi e hanno continuato, unici in Italia, il lavoro nei laboratori, fornendo con le loro cronache testimonianze originali della traGedia in corso.

La Scuola e il Master sono intitolati a Massimo Baldini che, come la nostra presidente Livia De Giovanni, scienziata dell’analisi dei dati impegnata nella didattica quotidiana, ci ricorda, amava citare una frase dello studioso Philip Meyer: “Il nuovo giornalismo di precisione è un giornalismo scientifico. Ciò significa trattare il giornalismo come se fosse una scienza, adottando il metodo scientifico, l’oggettività scientifica e gli ideali scientifici per l’intero processo della comunicazione di massa”. Questo impegno unisce per noi passato e futuro del giornalismo. I nostri laureati ricoprono oggi ruoli prestigiosi nelle redazioni e nel management dei media, dal Corriere della Sera a Repubblica, dalla Stampa al Sole 24 Ore, da Il Fatto a L’Espresso, alla Rai, Mediaset, La7, Sky, Open, Vanity Fair, il Messaggero, il gruppo Hearst, il Tg1 Rai e negli uffici comunicazione dei grandi brand internazionali. Sono per i neo laureati un gruppo fidato di amici e amiche, solleciti di consigli, indicazioni, referenze.

Durante il primo e il secondo anno dei corsi, secondo le indicazioni dell’Ordine, i praticanti hanno accesso a due set di stages di lavoro, e il biennio appena concluso, 2019-2021, ha visto ragazze e ragazzi Luiss attivi nelle redazioni di tutte le maggiori testate italiane e firmare articoli su Financial Times e New York Times.

Il Master ha infatti un’importante serie di relazioni internazionali, collaborando con la rete americana Nbc, con il New York Times, ospitando seminari diretti dall’ex direttore del settimanale The Economist, Bill Emmott, e dal professor Jeremy Caplan, Director of Education al Tow-Knight Center for Entrepreneurial Journalism dell’Università Cuny di New York. Nostri praticanti hanno partecipato ai corsi dell’Unione Europea contro la disinformazione, a Parigi e Bruxelles e stiamo lanciando nuove iniziative con l’Università di Maastricht, reti televisive arabe, riviste e giornali leader in America ed Europa. La collaborazione con i Master della School of Government e con il Luiss Data Lab permettono ai praticanti di apprendere le strategie più sofisticate sul mercato oggi. Data scientist di Google e informatici Cnr e Luiss terranno seminari su disegno, uso e teoria degli algoritmi e sul coding per l’informazione. E dal settembre 2021 il nostro Master è, con il Data Lab, parte integrante dello European Digital Media Observatory, EDMO, per creare lo hub nazionale italiano contro la disinformazione e per la promozione dell’informazione di qualità.

Al Master Baldini della Luiss, nel verde meraviglioso del parco di Villa Alberoni in Viale Pola, al centro di Roma, con attrezzature radio, tv e digitali d’avanguardia e uno studio di regia professionale, nella redazione open space appena ristrutturata dall’architetto Cristiano Gemma, dove aula universitaria e laboratorio di informazione si fondono in una pianta futuribile, gli studenti hanno accesso all’intero patrimonio di lezioni, contatti, ricerche, biblioteche, mense ed impianti sportivi dell’Ateneo, a contatto quotidiano con compagne e compagni venuti in Italia da ogni parte del mondo. Quando gli ospiti arrivano sul campus, dal presidente Sergio Mattarella, al fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, alla scrittrice Jhumpa Lahiri, a Roberto Saviano, al compianto Sergio Marchionne, a campioni dello sport come Javier Zanetti o della tecnologia come Luca Maestri di Apple, i nostri redattori praticanti sono in prima fila, taccuino, telecamera, microfono, web, a raccoglierne dichiarazioni e interviste. Inaugurando con la sua Lectio Magistralis l’anno accademico 2020-21, il Commissario Europeo Paolo Gentiloni ha ricordato agli studenti che il giornalismo di qualità non è solo un lavoro, ma, soprattutto, il cardine delle libertà. Prima di lui, hanno aperto i nostri anni accademici la Commissaria Europea Marya Gabriel e il presidente del Parlamento UE David Sassoli, che hanno chiamato i nostri ragazzi ai valori dell’innovazione e della libertà.

Benvenuti dunque a tutti coloro, colleghi giornalisti, docenti, editori, ricercatori, ex allievi laureati, ma soprattutto alle giovani e ai giovani che nel biennio 2021-2023 avranno l’opportunità di lavorare in questo laboratorio giornalistico all’avanguardia in Europa e nel mondo. Per me la passione resta quella del bambino sulla rotativa, nel cuore le parole del grande Ugo Stille, quando, temerario direttore del Corriere della Sera, mi volle al suo posto, nel vecchio ufficio del Corriere della Sera di New York, sulla Cinquantasettesima Strada: “Non devi dire ai lettori cosa pensare, devi dar loro tutte le informazioni necessarie a farsi una libera opinione. Racconta la forza delle cose”.

Aspettiamo dunque tutti coloro che, giovani o no, vogliano raccontare “La forza delle cose” nel XXI secolo.

Buon lavoro,

Gianni Riotta